TUTELA del RISPARMIO: tre buone abitudini per tutelare i tuoi risparmi.

risparmio truffe Jan 21, 2019

Il risparmio ed è da sempre un obiettivo importante per le persone. Dà un certo grado di stabilità, sicurezza e serenità. Avere dei soldi da parte ti permette di sostenere diversi tipi di spese, da quelle per le necessità a quelle meno gradite degli imprevisti.

Secondo i dati raccolti verso la fine dell'anno scorso circa tre italiani su quattro vorrebbero risparmiare di più. Una parte di queste persone sa già come fare ma ha troppe spese e non riesce a mettere da parte più soldi di quelli che già risparmia. Un'altra parte invece non sa da dove iniziare.

Per questo oggi vedremo tre buone abitudini per tutelare i tuoi risparmi.

 

Cura dei dettagli

 

Per poter risparmiare di più dobbiamo partire dalle spese che già sosteniamo, in particolare da quelle che sono le spese che sfuggono nostri occhi. Ci sono infatti le spese che si palesano quotidianamente di cui siamo a conoscenza, mentre ci sono altre spese che sfuggono al nostro controllo o che comunque non sappiamo di sostenere.

Di recente ho letto un bellissimo libro, di Vincenzo imperatore, intitolato “Io so e ho le prove”. Leggerlo mi ha fatto riflettere su alcuni tipi di spese e comportamenti di cui la maggior parte dei correntisti è ignaro. Tra i vari ne ho selezionati un paio che possono tutelare i tuoi risparmi.

Il primo punto interessa chi ha un’attività e che per varie ragioni, spesso legate ai meccanismi di funzionamento dell’azienda, si ritrova ad utilizzare fidi e alle volte degli scoperti. In queste situazioni sicuramente l’azienda avrà sottoscritto un contratto con diverse voci, tra cui la Commissione di Massimo Scoperto (CMS), da diversi anni sostituita da due voci, la DIF (Disponibilità Immediata Fondi) e la CIV (Commissione di Istruttori Veloce). Attenzione alle percentuali. Come valeva per la CMS infatti, entrambe concorrono al raggiungimento della soglia di usura. Vuoi tutelare i tuoi margini operativi d’azienda limitando le spese che di fatto non potrebbero calcolarti? Verifica che la somma delle spese non superi la soglia di usura indicata dalla legge.

Sei un privato? Be, anche tu hai il tuo bel indice da tenere sotto controllo. Nel tuo caso è il ISC (Indicatore Sintetico di Costo) o comunemente più noto con la sigla TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Verifica bene le condizioni contrattuali quando stipuli un contratto con un istituto di credito, soprattutto quando ti vengono offerti come a “spese zero”. Attenzione, tieni monitorata la situazione. Non di rado infatti, i vari istituti di credito variano unilateralmente i propri contratti, cambiando talvolta numerosi parametri legati ai contratti stipulati in precedenza. Controlla periodicamente le spese che ti vengono imputate.

Leggere attentamente i vari contratti e moduli che ti vengono forniti al momento della stipula è cosa buona e giusta in ogni caso, soprattutto quando, a seguito di richieste di prestiti, mutui o finanziamenti sotto varia forma, ti viene proposta in modo più o meno “facoltativa” una polizza assicurativa. Come scrive Imperatore nel suo libro, dietro ad una più che giusta polizza assicurativa potrebbe in realtà nascondersi un altro tipo di contratto, con tutti i costi e rischi del caso. Leggi bene la modulistica, in particolare mantieni un occhio di riguardo per quei famosi moduli prestampati e precompilati, in cui ti viene solo richiesto di apporre una firma. Se non sei competente in materia potrebbe rivelarsi una buona mossa affidarsi ad un professionista al momento della stipula, che possa tutelarti al momento della stipula.

 

Pagamenti rateizzati con prima rata posticipata.

 

Sempre più di moda, sembrano venire in contro alle esigenze dei consumatori e tutelare i loro interessi, ma sarà veramente così?

Sono diversi anni che si è passati dai pagamenti rateizzati, già di per sé non la migliore strategia per gestire i propri risparmi, ai pagamenti rateizzati con prima rata posticipata rispetto al momento dell’acquisto. Vediamo le principali problematiche e criticità che porta con sé l’applicazione di questa strategia di acquisto.

Innanzitutto, ricordiamoci che non siamo bravi a percepire le conseguenze a lungo termine delle nostre azioni. Acquistare un prodotto e non subirne il pagamento porta a non rendersi immediatamente conto nella nostra esposizione al debito che, da questo momento a pochi mesi, schizzerà verso l’alto. Il comportamento più comune porta le persone a continuare a spendere, contraendo altri debiti, perché di fatto, finché non si attiveranno gli addebiti, la capacità di spesa rimane invariata. Di conseguenza, nell'esempio un cui acquistassimo un divano da 2000 euro con pagamento rateizzato da dieci rate di 210 euro (interessi compresi) a partire dal terzo mese successivo, ad oggi e per i prossimi due mesi noi non avremmo cambiamenti nelle nostre capacità di spesa, perché di fatto non avremmo pagamenti da sostenere. Mettiamo caso che, in questa situazione, decidessimo di contrarre un ulteriore debito, acquistando un mobile, anch'esso a rate ma questa volta con rate immediate da 100 euro al mese. Trascorrono i mesi e arriva il momento di iniziare a pagare il divano. A questo punto ci ritroviamo con ben 310 euro di debiti, rispetto ai 100 euro del mese precedente. Questo è un meccanismo vizioso che peggiora in proporzione al posticipo della prima rata, ovvero più la prima rata viene posticipata nel tempo più rischiamo di compromettere la nostra situazione economica.

Ma questo meccanismo non è dannoso “solo” per quello che abbiamo appena esaminato. C’è un altro motivo che lo rende negativo. Partiamo sempre dall'esempio del divano e mettiamo il caso che il pagamento della prima rata è posticipato di un anno. Hai mai considerato che, quando inizierai a pagarlo, il bene in oggetto sarà già vecchio di un anno? E se il bene in oggetto avesse una vita più breve, come per esempio uno smartphone? Il risultato finale sarebbe questo: tu inizi a pagare un bene già vecchio che, mentre ancora lo stai pagando magari dovrai anche cambiare, creando una nuova voce di spesa. Se sei sadico ti consiglio questa modalità di pagamento ma se, al contrario, ci tieni ai tuoi risparmi e ad una sana e corretta gestione del tuo denaro ti sconsiglio caldamente questo genere di pagamenti.

 

 Carte di credito revolving

 

Innanzitutto, che cosa sono? Rientrano nella categoria carte di credito ma sostanzialmente non lo sono. Sono carte che ti permettono di fare acquisti fino al raggiungimento di un plafond (linea di credito), concesso in base all'analisi condotta dall'emittente della carta nei confronti del richiedente. Fin qui nulla di nuovo. Ciò che le distingue dalle carte di credito tradizionali è la possibilità di rateizzare l’importo speso in più rate. Facciamo un esempio banale: acquistiamo un abito nuovo del costo di 200 euro e utilizziamo una carta di credito revolving. Con la carta di credito tradizionale il mese successivo all'acquisto, l’importo dell’abito ci viene sottratto dal conto collegato. Con la revolving noi rateizziamo l’importo, per esempio in cinque rate da 40 euro. Ovviamente, alla fine dei cinque mesi, osservando gli importi scalati, ci accorgeremmo che non abbiamo 200 euro di spese, bensì un importo più alto. All'importo relativo all'acquisto dobbiamo infatti aggiungere gli interessi. A questi si aggiungeranno alcuni costi, fissi o variabili, come le spese di estratto conto, l’imposta di bollo, le spese di incasso delle rate, eventuali commissioni su operazioni come i prelievi ed eventuali coperture assicurative ed una quota sociale. Insomma, come puntualizzato nel primo punto di questo articolo, occhio alle spese aggiuntive.

Queste carte risultano pertanto dannose per i risparmi, almeno sotto due punti di vista. Da un lato contribuiscono ad aumentare le spese a nostro carico, riducendo al contempo l’entità dei nostri risparmi e vanificando i nostri sforzi per preservarli. Dall'altro lato aumentano la nostra esposizione al debito, aumentando il taso di indebitamento e portando ad acquisire un comportamento improduttivo sotto il profilo della corretta gestione del denaro.

 

 Quindi, cosa puoi fare?

 

Per chiudere il cerchio e fare una sintesi di quanto imparato in queste righe, ecco i tre comportamenti da adottare per tutelare i tuoi risparmi:

  • leggi e controlla con attenzione i contratti e, nel caso, richiedi l’assistenza ad un professionista;
  • evita come la peste i pagamenti rateizzati con primo addebito posticipato;
  • dimentica le carte revolving. Piuttosto lavora sulle tue abitudini di money management e metti da parte l’importo che ti servirà per acquistare il bene che desideri.

 

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Come sempre il mio augurio migliore: “Migliora te stesso, migliora il Mondo”.

Un saluto da Alberto, ciao!

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