SHUTDOWN Italia. Se capitasse anche qui come reagiresti?

Siamo arrivati ormai a tre settimane abbondanti di Shutdown negli USA. In sostanza stiamo assistendo ad un blocco delle attività amministrative, in particolare legate all'esecutivo. Più di 800.000 dipendenti pubblici hanno smesso di ricevere i loro stipendi. Ben nove dei quindici dipartimenti del Governo americano sono stati colpiti. Ovviamente questo porta delle ripercussioni nella vita dei dipendenti in questione. 

 

Circa 5 milioni di persone ricevono aiuti per la casa: ora rischiano lo sfratto.

 

Questo uno dei dati riportati nell'edizione di ieri, domenica 13 gennaio 2019, da La Stampa: "Circa 5 milioni di persone ricevono aiuti per la casa: ora rischiano lo sfratto."

immaginati di ritrovarti anche tu improvvisamente senza lavoro e con ingenti rate del mutuo da pagare, con la banca che ti sta col fiato sul collo, con le spese da sostenere per la famiglia o semplicemente per mangiare. Questa è la sfida che si sono trovati a fronteggiare quasi un milione di persone, dipendenti pubblici americani. Dipendenti pubblici per l'appunto, in italia un impiego visto con un certo appeal dovuto alla stabilità che ne deriva.

 

Cosa faresti al loro posto?

 

Negli USA hanno elaborato diverse soluzioni temporanee per rimediare all'inconveniente. C'è chi ha messo in vendita beni in suo possesso, per recuperare della liquidità e far fronte ai debiti. C'è poi chi ha fatto ricorso al prestito o si è rimboccato le maniche per trovare un secondo lavoro o comunque un'attività che gli permettesse di pagare le spese per queste settimane.

Ritorniamo però alla domanda del titolo: Se capitasse uno "shutdown Italia", ovvero se ti ritrovassi anche tu nella situazione di non ricevere il tuo bello stipendio o comunque la tua fonte di reddito principale, come reagiresti? Ovviamente le soluzioni sono valide in ogni situazione similare, quindi non necessariamente uno shutdown vero e proprio, ma per esempio la chiusura dell'azienda in cui lavori.

  

Trovare un lavoro

 

Per prima cosa la maggior parte degli italiani si preoccuperebbe di cercare lavoro, magari in settori che per vie traverse non abbiano risentito del problema in atto.

Dovrai quindi considerare alcune problematiche, come per esempio:

  • l'elevato numero di richieste di lavoro. Altre persone, esattamente come te, si ritroveranno nella medesima situazione. Il mercato sarà presto riempito da domande di assunzione da ogni dove;
  • la preparazione richiesta. Spesso il problema principale per molte aziende non è ricevere curriculum, ma trovare un profilo qualificato. In questi casi non ti basterà mandare la "letterina" e sperare in un miracolo, salvo l'azienda non decida di investire soldi per formarti. In tutti gli altri casi dovrai provvedere te stesso alla tua formazione, facendoti trovare sempre un passo avanti rispetto alla richiesta di lavoro del mercato;
  • la manodopera low cost. Ci saranno sicuramente categorie di lavoratori che potranno svolgere il tuo stesso incarico accontentandosi di essere pagate meno.

Queste sono alcune problematiche, per così dire "generiche", che potresti trovarti ad affrontare nel caso in cui dovessi trovare lavoro. C'è però anche un'altra strategia che puoi adottare, ma va attuata per tempo.

 

Tasso di indebitamento.

 

Il problema principale in fondo, se ci pensi bene, consiste nel far fronte ai debiti e alle spese da sostenere nel breve-medio periodo. Ne sono un esempio le rate del mutuo piuttosto che del prestito, le spese per utenze, alimenti, trasporti, servizi vari.

Una soluzione efficace potrebbe quindi identificarsi nel individuare un certo tasso di indebitamento che, congiuntamente con una congrua scorta di liquidità, permetta di gestire situazioni di temporanea criticità.

Il tasso di indebitamento considera l'entità del nostro stato di indebitamento (quindi la totalità dei nostri debiti) in relazione con le entrate. Facciamo un esempio. 

Abbiamo una coppia con un figlio minore a carico. Siamo "proprietari" di un immobile su cui verte un mutuo pari all'80% del suo valore, della durata di 20 anni, con una rata mensile di 600 euro. L'immobile non è di una classe energetica particolarmente efficiente e le spese per utenze si aggirano intorno ai 150 euro medi mensili. Entrambi si spostano per lavoro. Lui si sposta con i mezzi pubblici ed ha un abbonamento di 100 euro al mese. Lei deve spostarsi in auto e spende mediamente 200 euro al mese di carburante, a cui si aggiungono 120 euro di spese varie che la coppia accantona per sostenere le spese dell'auto (come l'assicurazione, il bollo, i tagliandi, le revisioni, il cambio gomme ecc.). Il figlio è a carico e al mese spendono mediamente 600 euro/mese per crescerlo (comprendendo anche spese come abbigliamento, salute, istruzione, sport ed escludendo le spese per vitto e alloggio, considerate a parte). Le restanti spese sono per alimenti, circa 500 euro al mese. Mettiamoli in elenco:

  • mutuo: 600 euro
  • utenze: 150 euro
  • auto: 320 (200 + 120)
  • figlio: 600

Il totale equivale a 1.670,00 euro. A questo dato mancano i redditi dei due genitori, pari a 1300 euro per lui e 1100 euro per lei (in Italia, come in molti dei Paesi del mondo c'è purtroppo ancora il divario di salario tra uomini e donne, anche per la medesima occupazione e ruolo).

Ci troviamo quindi 1670 euro di debiti (comprensivi di debiti espliciti e impliciti) e 2400 euro di entrate. Non ci resta che calcolare il nostro tasso di indebitamento, che in questo caso tiene conto anche delle spese vive mensili (debiti impliciti).

 

debiti/reddito x 100

 

Nel nostro caso avremo 1670/2400 x 100 = 69,6%

Questo dato esprime che circa il 70% del reddito è già impiegato per coprire i debiti e le spese. 

Questo porta a delle conclusioni:

  • in primis la difficoltà di accesso al credito. Se una delle alternative che avevamo visto per far fronte a criticità temporanee era il ricorso al credito, in questo caso avremmo ricevuto picche;
  • in caso di emergenze e, congiuntamente, in assenza di riserve liquide la nostra autonomia sarebbe decisamente limitata. In caso di perdita della fonte di reddito non potremmo sopravvivere neanche un mese.

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Come sempre il mio augurio migliore:"Migliora te stesso, migliora il Mondo"

Un saluto da Alberto, ciao!

 

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